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Compra, si entusiasma, riparte. E non lo rivedi più.

Succede ogni giorno a Pienza e a Montalcino. Una coppia entra in bottega, assaggia, spende bene, dice che è il miglior pecorino della sua vita. Poi risale in macchina verso Firenze e sparisce. A dicembre vorrebbe rifare quel regalo di Natale e non si ricorda come ti chiami. Questo è il problema, e non si risolve con più turisti.

Il tuo bacino non è il paese, sono le persone che ci sono passate

Pienza e Montalcino hanno poche migliaia di residenti. Se il tuo mercato fosse chi abita qui, avresti chiuso da un pezzo. Il tuo mercato vero sono le decine di migliaia di persone che negli anni sono entrate dalla tua porta, hanno assaggiato e sono tornate a casa. Di quasi tutte non hai né il nome né un indirizzo email.

Il contatto lo perdi sulla porta

Il momento in cui quella persona ti darebbe volentieri la sua email è mentre ha il prodotto in mano e il ricordo fresco. Passato quel momento non torna più. È l'occasione che costa meno di tutte e che quasi nessuno coglie.

Cerca il prodotto e trova i grandi

Digita il nome del formaggio o del vino e nei primi risultati escono i portali della grande distribuzione online. Tu non ci sei, perché non ti ricorda per nome e sul generico non hai speranze. Ma se sapesse come ti chiami ti troverebbe subito.

La spedizione uccide il carrello

Vetro, peso, ghiaccio secco per i freschi. Su un ordine da trenta euro la spedizione ne pesa dodici e nessuno conferma. Il problema non è il corriere: è che l'ordine medio è troppo basso perché quel costo abbia senso.

La stagione lascia sei mesi vuoti

Da novembre a marzo in Val d'Orcia passa poca gente, e il negozio lo sente. Sono proprio i mesi in cui le vendite a distanza potrebbero coprire il buco, a partire da chi è venuto in primavera.

Gli ordini dei rivenditori arrivano per telefono

Ristoranti, enoteche, negozi che ti chiamano e dettano. Tu scrivi su un foglio, poi ricopi, poi sbagli una riga. Ogni ordine costa mezz'ora di lavoro tuo, e quella mezz'ora la paghi due volte quando c'è da rimediare.

Le foto raccontano il paesaggio, non il prodotto

Sul sito ci sono le crete senesi al tramonto e il cipresso. Bellissime. Ma chi deve decidere se spendere quaranta euro per una forma vuole vedere la forma, la crosta, la pasta tagliata, la grandezza rispetto a una mano.

Qui il nome del posto vale più del tuo

È un vantaggio enorme e insieme una trappola. Pienza e Montalcino sono nomi che il mondo conosce, e proprio per questo la concorrenza per quelle parole è feroce.

Il prodotto è più famoso di chi lo fa

Il pecorino di Pienza e il Brunello li conoscono ovunque. Sulle ricerche generiche competi con centinaia di aziende e con i portali. Ma su «quel produttore lì, quello dove siamo stati» non compete nessuno, e quella ricerca la fa solo chi si ricorda di te.

Il cliente migliore vive lontano

Americani, tedeschi, svizzeri, e italiani del nord. Chi viene fin qui per il vino ha già dimostrato di essere disposto a spendere e a spostarsi. Se resti raggiungibile dopo la visita, quella persona ordina per anni.

La degustazione è già una vendita

Chi ha bevuto in cantina con te ha fatto la parte difficile: sa cosa compra e si fida. È il motivo per cui i club dei clienti funzionano così bene da queste parti, e per cui hanno senso listini riservati a chi è già venuto.

Dicembre è un mese diverso

La confezione regalo di Natale è il momento in cui chi è venuto in primavera vorrebbe ricomprare. Se a novembre non gli scrivi e sul sito non trova una confezione pronta, quel regalo lo compra da qualcun altro.

La visita si prepara da casa

Chi programma un giro in Val d'Orcia decide settimane prima dove fermarsi a mangiare e in quale cantina prenotare. Se sul sito non ci sono orari veri, come si arriva, se serve prenotare e quanto dura, quella tappa la fa altrove.

Il passaggio di generazione

Spesso chi vuole vendere online è il figlio o la figlia che entra in azienda, e trova una realtà solidissima nel prodotto e ferma nel resto. Il lavoro vero, in quei casi, è tradurre in digitale un modo di lavorare che funziona già, senza snaturarlo.

Quattro cose che valgono più di un sito nuovo

Se domani mattina facessi solo queste, senza spendere un euro in sviluppo, avresti già cambiato qualcosa.

1

Raccogli l'email in negozio

Un cartoncino accanto alla cassa, un codice da inquadrare, una domanda fatta mentre incarti. Con il consenso scritto come si deve. Chi dice di sì in quel momento è il tuo cliente di dicembre.

2

Metti il nome nel sacchetto

Un biglietto dentro la confezione con il nome esatto da cercare e l'indirizzo del sito. Sembra banale ed è il ponte che oggi manca: senza quello, tre mesi dopo la persona ricorda solo «un negozio a Pienza».

3

Fotografa i prodotti bene

Fondo neutro, luce di giorno, il taglio che si vede, qualcosa accanto che dia la scala. Bastano un telefono recente e mezza giornata. Sono le foto che fanno la differenza tra guardare e comprare.

4

Fai il conto del collo

Prendi una scatola, riempila come la riempiresti davvero, pesala e chiedi il prezzo al corriere. Adesso sai qual è l'ordine minimo che ha senso. Tutta la struttura del negozio online parte da quel numero.

Un negozio online che parte dal peso della scatola

Nel food e nel vino la logistica non è un dettaglio da sistemare alla fine: è il vincolo che decide il catalogo, i formati e i prezzi. Comincio da lì e non dal disegno delle pagine.

Confezioni pensate per spedire

Composizioni che riempiono il collo e alzano l'ordine medio fino a rendere sostenibile la spedizione inclusa. Il cliente percepisce un regalo pronto, tu spedisci un pacco che ha senso: è la stessa cosa vista dai due lati.

Clienti divisi per livello

Privati, chi è già venuto in azienda, ristoranti, rivenditori esteri. Ognuno entra e vede il proprio listino, con gli sconti applicati da soli. È il meccanismo che ho costruito per Antichi Sapori di Pienza e per La Fornace, e in entrambi i casi ha tolto lavoro manuale a chi sta dietro al banco.

Ordini che entrano da soli

Il rivenditore accede quando vuole, anche di notte e da un altro fuso, compila e conferma. Niente telefonate da trascrivere, niente righe sbagliate, e uno storico che ti dice chi ordina cosa e ogni quanto.

Due lettere l'anno, non venti

Una a novembre per il Natale, una in primavera per la nuova annata o la nuova stagionatura. Scritte da te, con dentro qualcosa che valga la lettura. Chi ti ha conosciuto di persona le apre, e sono le vendite che coprono i mesi vuoti.

Schede che raccontano davvero

Non «Pecorino 500 g». Quanto stagiona, dove, in cosa è avvolto, con cosa si mangia, perché quest'anno è diverso dall'anno scorso. Sono le pagine che vendono a chi non può assaggiare, e sono anche quelle che i motori e gli assistenti citano volentieri.

Un pannello che usi tu

Prezzi, disponibilità, prodotti attivi o esauriti, testi e foto. Nel food le disponibilità cambiano di settimana in settimana: se per togliere un articolo finito devi scrivere a qualcuno, in un mese il catalogo dice il falso.

Tre cose che ti dico prima di prendere il lavoro

Sul generico non vinci

Farti trovare da chi cerca «pecorino online» senza sapere chi sei significa competere con budget pubblicitari che non hai. Te lo dico prima: si lavora su chi ti conosce e sulle ricerche specifiche, dove sei tu ad avere il vantaggio.

Il pacco lo fai tu

Se arriva un vaso rotto o un formaggio caldo, il sito non c'entra e il danno resta. Imballaggio, corriere giusto, giorni di spedizione scelti bene: è lavoro tuo e va organizzato prima di aprire, non dopo il primo reso.

I primi mesi sono lenti

Il negozio online non esplode all'apertura. Cresce con la lista dei contatti, che si riempie una persona alla volta durante la stagione. Il primo Natale è una prova, il secondo è quello che conta. Chi ti promette altro sta vendendo fumo.

Quello che mi chiedono qui

«Ho il negozio pieno di turisti. Mi serve vendere online?»

Non per vendere a sconosciuti, dove competi con i portali e perdi. Per far ricomprare chi è già stato da te e si è trovato bene: ti ha conosciuto, ha assaggiato, si fida. È il cliente più facile che avrai, e oggi lo perdi il giorno in cui riparte.

«Le spedizioni mi rendono impossibile competere»

Non si risolve abbassando il prezzo, si risolve alzando l'ordine medio. Confezioni composte, soglie di spedizione gratuita calcolate su un margine vero, formati che riempiono il collo. Trenta euro con dodici di spedizione non parte mai, novanta con spedizione inclusa sì.

«Posso spedire vino e freschi all'estero?»

Dentro l'Unione europea è ordinaria amministrazione, se l'imballaggio regge e i tempi sono dichiarati. Fuori dall'Unione gli adempimenti cambiano da paese a paese e per il vino vanno verificati prima di prometterlo sul sito. Meglio pochi paesi serviti bene che quaranta e poi rimborsi.

«Quando chiedo il contatto al cliente?»

Mentre è ancora lì, con il prodotto in mano. Un mese dopo non ti scriverà mai. È il momento che vale più di tutta la strategia online e non costa niente: serve solo un modo semplice per raccogliere il consenso sul posto.

«Trovo solo i grandi portali. Posso competere?»

Sul generico no, ed è inutile provarci. Si compete sul nome della tua azienda, sulla stagionatura o sul vitigno preciso, sulla lavorazione che fai solo tu. Meno traffico, ma clienti che sanno già cosa vogliono.

«Vendo anche a ristoranti: li gestisco sullo stesso sito?»

Sì, ed è il caso in cui il sito si ripaga più in fretta. Accesso riservato, listino personale per ciascuno, sconti automatici, ordini trasmessi da loro. Spariscono telefonate, fogli di carta ed errori di trascrizione.

Due progetti che nascono da questo problema

Uno è una bottega nel centro storico, l'altro un'azienda vinicola con clientela estera consolidata. Mestieri diversi, stessa domanda di partenza: come continuare a vendere a chi è già stato qui.

Antichi Sapori di Pienza

Una bottega storica nel centro di Pienza che spedisce eccellenze in tutta Italia. Piattaforma con pannello di gestione proprietario, profilazione dei clienti a livelli per sconti e listini su misura, pagamenti sicuri e ordini automatizzati. Oltre alla parte tecnica, un affiancamento continuo sui flussi degli ordini e sulla gestione quotidiana.

Vedi il progetto

Azienda Agricola La Fornace

Un portafoglio di clienti consolidato, in larga parte americani, e la necessità di far trasmettere gli ordini in autonomia invece che a voce. Sito bilingue, negozio con accesso su registrazione e club dei clienti, con listini e sconti che cambiano in base al livello e alla nazionalità, e flusso degli ordini centralizzato.

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Pienza Montalcino Torrenieri San Quirico d'Orcia Castiglione d'Orcia Montepulciano Bagno Vignoni Radicofani Val d'Orcia Provincia di Siena

Quanti clienti ti sono passati davanti quest'anno?

Raccontami cosa vendi, quanto pesa una spedizione tipo e a chi vendi già oggi. Ti dico se conviene partire dal negozio online, dalla lista dei contatti o dagli ordini dei rivenditori. Spesso non è quello che ci si aspetta, e il primo confronto non si paga.